HomeCulturaA Formia la conferenza del Prof. Nilo Cardillo: "Origini Risorgimentali dell'Informatica"

A Formia la conferenza del Prof. Nilo Cardillo: “Origini Risorgimentali dell’Informatica”

L’UNIVERSITÀ’ DEL GOLFO, presieduta dal Prof. Michele Graziosetto, organizza, per il giorno mercoledì, 27 novembre 2024 – Ore 17.00,
presso la Sala Conferenze del Grande Albergo Miramare – Formia (LT), la conferenza

“ORIGINI RISORGIMENTALI DELL’INFORMATICA”
Relatore il Preside Prof. NILO CARDILLO

Non molti sanno che la storia dell’informatica è iniziata a Torino: nel 1840, Charles Babbage, oggi considerato il primo informatico della storia, arrivò a Torino per mostrare agli scienziati italiani il suo ambizioso progetto. Era la fine del 1840 e all’Accademia delle Scienze di Torino si stava svolgendo il Secondo Convegno degli Scienziati o, come si diceva all’epoca, dei “filosofi italiani”. Dall’Inghilterra arrivò anche il matematico Charles Babbage, che oggi è considerato il primo informatico della storia.
Babbage svolse, durante i suoi primi anni di attività scientifica, un lavoro tecnico perfetto che lo portò a diventare professore di matematica all’Università di Cambridge. Lasciò la teoria per concentrarsi completamente sullo studio e sulla teoria della prima calcolatrice in assoluto. Verrà a Torino per presentare per la prima volta il suo lavoro alla comunità scientifica mondiale. Portava anche un enorme baule contenente i disegni e il modello di alcune parti della sua macchina analitica. Babbage non aveva mai trovato il tempo di spiegare la sua invenzione in un articolo scientifico. Così l’astronomo torinese Giovanni Amedeo Plana iniziò a farlo, ma dopo un po’ si accorse della difficoltà e della complessità del lavoro e rinunciò. Affidò quindi il lavoro di descrizione della macchina matematica al suo giovane e brillante collaboratore, Luigi Federico Menabrea che scrisse un’ottima nota esplicativa della macchina di Babbage. L’articolo fu presentato nel 1842 alla Bibliotèque Universelle de Genève ed ha rilevanza concettuale e storica perché può essere considerato il primo lavoro scientifico nel settore dell’informatica e della tecnologia.
Pochi mesi dopo l’articolo di Menabrea fu tradotto in inglese e commentato dalla matematica Ada Lovelace, figlia di Lord Byron, appassionata di matematica e da sempre interessata all’opera di Babbage. Ada pensava anche che la programmabilità della calcolatrice di Babbage potesse essere utilizzata non solo per i calcoli matematici, ma anche in altri campi per gestire relazioni fra simboli. Per questo motivo oggi è considerata la prima programmatrice della storia e la prima ad utilizzare l’informatica come mezzo per l’automazione.
Babbage non si rese mai conto che mancava ancora la tecnologia adeguata per costruire le sue macchine. Il suo ultimo modello di macchina matematica avrebbe dovuto essere grande come un campo da calcio e azionato da un enorme motore a vapore. Babbage capì che una calcolatrice programmabile doveva avere migliaia di pezzi elementari, ma il motore dentato, anche se era molto piccolo, avrebbe avuto un costo inaccettabile. La tecnologia meccanica più raffinata non era appropriata alle idee di Babbage. Bisognò aspettare un secolo e l’avvento di una nuova tecnologia, la microelettronica, per tradurre queste brillanti idee in realtà. Su questi argomenti si snoderà il racconto del Preside Nilo Cardillo.

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