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Dicono che il BLUES è la musica del diavolo ma forse anche no

Puoi trovare scritto in articoli e libri che il Blues è la “musica del diavolo” ma forse anche no. Le sue origini sono nel profondo sud degli Stati Uniti d’America e a definirlo cosi furono i benpensanti e i predicatori magari impauriti dal senso di ribellione degli oppressi. Se cercate di scavare meglio nella sua storia scoprirete che il blues è un canto di liberazione. Un canto gridato al cielo e che inneggia alla libertà.

Ieri sera nel cuore del centro di Castelforte abbiamo partecipato ad una serata di grande coinvolgimento nel quale le emozioni più profonde di tanti presenti è probabile che si siano lasciate andare sollevando su ali d’aquila molti aneliti di un futuro solo sognato e che, invece, vuole vedere la luce.

Le note musicale spontanee e fortemente evocative proposte dai vari gruppi e fra tutti dai Blue Stuff si sono alzate nell’aria diffondendo un forte messaggio di liberazione.

Il resto che è difficile dire rimane nel profondo di chi c’è stato e che ha “visto” danzare suggestioni intense magari assopite dagli anestetizzanti di una società che continua a proporre miti fasulli e obiettivi alienanti. L’atmosfera comunque ha trasmesso ciò che si è avuto la possibilità, il coraggio e la pazienza di tirar fuori o di far emergere dal proprio cuore.

Grazie Associazione Linea Gotica a voi tutti.

Complimenti agli organizzatori, ai musicisti e ai tanti partecipanti per aver condiviso un “grido” di liberazione …

Vincenzo Testa

 

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