Non si può venire in Calabria a Locri senza incontrare ed abbracciare Madre Mirella Muià, eremita a Gerace. E così, neanche noi ci siamo sottratti a questo appuntamento sempre bello e sempre arricchente. Ieri, infatti, verso le 15:30 l’abbiamo incontrata nuovamente nel suo eremo dove nella semplicità vive donando ai “viaggiatori più attenti e sensibili” un po’ di Lei e, soprattutto, della Parola che rigenera.
Su di lei è facile trovare in internet interviste, video e libri (di cui è autrice). Tra gli altri a scrivere di Lei è Roberto Zanini, giornalista di Avvenire (scrittore di spessore anche lui). Ecco uno stralcio di un suo articolo su Madre Mirella … ”
Originaria di Siderno, Mirella Muià è emigrata giovanissima a Genova, con la famiglia. Qui ha frequentato le superiori e l’Università, con parentesi in Austria e Germania. In Francia, a partire dal 1971, ha insegnato in vari licei e ha iniziato la carriera di ricercatrice alla Sorbona. Ha avuto una figlia e presto si è ritrovata a crescerla da sola. Nel frattempo l’allontanamento dalla fede, cominciato all’università, si era trasformato in un razionale rifiuto di Dio, accompagnato dal continuo mettere a tacere di ispirazioni, segni e richiami interiori alla vita spirituale, presenti già all’epoca del liceo. Poi il baratro della malattia in cui, giunta al fondo, sperimenta il misterioso sostegno di Dio. La rinascita è progressiva, quasi inesorabile. Sempre in Francia, per due anni, frequenta un corso di iconografia durante il quale non solo impara quell’arte, ma anche scopre un’irresistibile attrazione verso la spiritualità ortodossa, che vive come una chiamata al ritorno a casa, in quella Calabria che da secoli è ponte (misconosciuto e incompreso) fra Oriente e Occidente cristiano.
Prende contatto con l’Università di Cosenza, dove trova un incarico di lettrice e con la figlia lascia definitivamente Parigi nell’89. In Calabria succede che ogni cosa la conduce per mano verso una scelta di vita religiosa. Conosce Bregantini e varie comunità religiose. L’iconografia prende sempre più spazio e con essa la chiamata al dialogo cattolico-ortodosso. La svolta arriva con la visita in Calabria del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I col quale, grazie a Bregantini, instaura un inatteso rapporto confidenziale da cui emerge la conferma che la strada monacale ispirata a quei primi eremiti, simbolo in Calabria della cristianità unita, era quella giusta. Nel frattempo la figlia, laureatasi, aveva deciso di dedicarsi alla missione fra gli indios dell’Amazzonia…”. Clicca qui per leggere il testo completo.
Madre Mirella come sempre ci ha accolto con un sorriso che le illumina il volto animato dai suoi occhi vispi e scrupolosi. Poi il dialogo prende forma e passa in rassegna i giorni, i mesi, gli anni e … il cuore con le sue attese e le sue speranze. È un incontro che edifica, che rafforza che offre orizzonti a chi poi li vuole davvero scoprire.
Prima di andare via ci dona il libro autobiografico sulla sua vita con un dedica a noi suoi cari “amici eremiti” ed è un dono grande perché tocca il cuore.
La sera alla festa di compleanno della nostra nipotina che vive a Locri incontriamo anche una cara persona a cui apriamo il cuore e la mente raccontando tra l’altro di Madre Mirella e della grande carica interiore che porta dentro e che condivide con chi desidera incontrarla.
Se vieni in Calabria non puoi non venire a Gerace uno dei borghi più belli d’Italia e andare a trovare Madre Mirella che ti accoglierà con un dolce sorriso a parole dense di significato e capace di aiutarci a trovare un senso a questa vita …
Buon viaggio e buon incontro

