Se dovessi delineare un profilo dei soci del “Gruppo dei dodici“, storica associazione fondata dal mitico Alberto Alberti, ora guidata da Giancarlo Forte (un tipo alla Che Guevara) direi che sono “persone semplici, umili ma con un grande cuore appassionato dei cammini“.
Oggi, sono stato presente al pranzo che ha coinvolto i volontari che hanno collaborato all’International Walk 2024. Ho incontrato e conosciuto un nugolo di veterani del lavoro attivo, un gruppo dagli occhi vispi e la battuta pronta. Tutti si sono stretti in un grande abbraccio ideale e prima di sedersi a tavolo hanno impugnato con la mano destra il bastone del pellegrino. Poi seduti l’uno accanto all’altro hanno consumato un “pranzo da veri pellegrini” e tra un bicchiere di vino e l’altro hanno condiviso sogni e desideri, progetti e nuovi obiettivi in vista dell’assemblea dei soci prevista per 9 novembre.
Tra i presenti oltre a Leonardo di Roccagorga, che ha donato a tutti il bastone del pellegrino c’era Ivano di Marino (il segretario), Giancarlo di Roma, Carmine di Sessa Aurunca, Franco e Antonio di Itri, Giuseppe detto Pino grande organizzatore. Naturalmente c’era anche l’altro Giancarlo il Presidente con barba brizzolata da rivoluzionario, Marisa moglie del grande Alberto Alberti a cui si deve la riscoperta della Via Francigena del Sud, Antonino, Mario di Ariccia, Herta di Terracina ma di origine tedesca che mi ha raccontato tante piccole storie di vita, Giovanna di Velletri e Luisa di Latina … ma c’erano anche altri di cui non sono riuscito a prendere nota. Non posso però non citare Raniero, un Signore con giacca e cravatta, un uomo gentile che quando prende a cuore qualcosa poi lo realizza. Anche Lui è un amico del Gruppo dei dodici.
Vorrei anche dire che tutti, ma proprio tutti, mostravano di “possedere” lo stile del pellegrino anche se oggi erano tutti un po’ “caciaroni” perché c’era da stare allegri: l’International walk anche quest’anno è stato un successo. Gli accompagnatori hanno raccontato, con un filo di emozione, che i partecipanti, giunti in Piazza San Pietro, hanno alzato gli occhi al cielo e ringraziato … e guardando negli occhi chi se ne è preso carico per tutto il percorso hanno espresso profonda gratitudine.
In ogni caso l’atmosfera dell’incontro di oggi è stata coinvolgente e accattivante ma allo stesso tempo sobria e sognante. Si anche sognante … Il sogno e il silenzio, infatti, sono dimensioni che strutturano il pellegrino. Chi cammina, infatti, lo fa perché, in fondo, è un cercatore… Un cercatore di se stesso e … d’infinito. La natura è, per chi cammina, fonte di grande ispirazione, luogo che favorisce la meditazione, l’incontro, lo scambio, la relazione. E poi, all’arrivo in ogni luogo-tappa si sviluppa tanta curiosità che desidera essere appagata da storie e da racconti, da bellezze e leggende che riempiono il cuore. I nostri territori, infatti, sono tutti luoghi dell’anima. Lo sono a partire dall’alto Casertano al basso Lazio (da Castelforte, porta d’ingresso della Francigena nel Lazio, con l’attraversamento del Garigliano e le Terme di Suio) fino alla pianura pontina passando per Minturno, Formia Gaeta, Itri e Fondi fino a Roma. Il cammino è un susseguirsi di ambienti pieni di suggestioni dove le emozioni si ripetono in un crescendo che scrive nei cuori parole diverse e tutte irripetibili per la loro bellezza. Un cammino da vivere e che è proprio difficile raccontare.
Posso dire che incontrare uno dei volontari del Gruppo dei dodici è come incontrare tutto un mondo dove esperienza, conoscenza, servizio e passione si sono fuse per offrire ai pellegrini tracce di un sentiero ideale che ognuno può percorrere secondo il suo personale desiderio.
L’invito a tutti i lettori di questo post è quello di diventare curiosi osservatori, appassionati camminatori e cercatori di “verità” proprio sui sentieri della Francigena del Sud.
P.S. Due parole vorrei condividerle con Marisa e per Marisa. In lei ho rivisto la curiosità del Alberto, la sua gentilezza, la sua educazione e la sua profonda umiltà … È stato un incontro breve ma che mi ha davvero edificato molto.
Grazie Marisa, Grazie Giancarlo e Grazie Gruppo dei Dodici.

