Cari amici di basso Lazio, sento il bisogno di condividere con voi qualche breve riflessione.
Prendo spunto da voi amici e colleghi che coltivate, con Amore e passione, i vostri oliveti. Si, proprio da voi che in questi giorni avete iniziato a raccogliere le olive. Avete lavorato tutto l’anno per curare le vostre piante, le avete potate, sostenute e rinforzare con il concime, (possibilmente naturale o organico), siete stati vigili per prevenire malattie e/o infezioni … ora siete pronti a raccoglierne il frutto. Piccolo, verde ma non troppo; sincero e gradevole alla vista (perché anche l’occhio vuole la sua parte). Poi a sera, tutte le sere in cui avete raccolto olive magari con l’aiuto di una squadra di persone, andrete in fretta al frantoio. Molti di voi resterete li per attendere che l’olio riempia i vostri contenitori che con orgoglio porterete a casa. Poi in famiglia e con gli amici sarete pronti a gustare una croccante bruschetta accompagnata da un ottimo bicchiere di vino. Certamente sarete appagati e anche soddisfatti se il vostro olio sarà buono anche al palato e avrà un fruttato, un amaro e un piccante medio o medio/ intenso come a voi piace di più.
Questa veloce ma veritiera descrizione di un processo lungo e faticoso, pieno di incognite e di mistero sembra un po’ come la nostra vita. Una vita che nasce con le migliori intenzioni e che deve dipanarsi dentro un intricato percorso che inizia con una buona e saggia formazione (un po’ come la potatura e la concimazione e via via con tutte altre pratiche di coltivazione seguite con cura e attenzione fino alla crescita del frutto). Ogni fase della vita, come quella di crescita dell’olivo e del suo frutto, ha un analogo bisogno della dovuta attenzione e cura. Bisogna stare attenti, però, a tante piccole cose che possono distruggere il raccolto o renderlo scadente o peggio rovinarlo. Ci sono le infezioni, i parassiti (cioè chi si approfitta di noi), il tempo meteorologico che può causare danni incredibili. Allo stesso modo, nella vita, siamo possibili bersaglio di persone che in qualche modo possono rovinarcela. Potremmo fare un incidente e restare invalidi, potremmo subire i soprusi e le angherie dei potenti che non si accontentano di essere ricchi ma vogliono anche sottometterci. Dobbiamo difenderci dal male che potrebbe essere riversato su di noi. Per farlo dobbiamo essere resilienti. Di certo, come l’olivo, non attaccheremo mai nessuno ma dovremmo almeno difenderci dai falsi, dai bugiardi e dagli ipocriti. Dovremmo cercare di non cadere nelle trappole che in maniera subdola ci possono essere riservate … Dovremo accettare anche gli indifferenti. Come l’olivo che non a caso è la pianta diventata simbolo della Pace dobbiamo radicarci saldamente a terra cercando di resistere ai venti contrari e restare forti, proteggendo il frutto dalla grandine, dagli attacchi della mosca o da altre possibili infezioni. Cercheremo di respirare aria pura per offrire “cibo” ai nostri frutti che, poi, sono i nostri figli. Li proteggeremo con tutte le nostre forze perché nessuno e dico nessuno se ne approfitti o agisca per fargli del male. Useremo ogni rimedio e protezione denunciando ogni possibile causa di infezione (ogni sopruso), ogni agente atmosferico che può rovinare il raccolto.
L’olivo ha un alleato: il contadino. È lui che con il suo duro lavoro cercherà di proteggerlo e di curarlo. È lui che facendo rete con i suoi colleghi cercherà di mettere in atto ogni possibile azione per cercare evitare gli attacchi che lo potrebbero danneggiare e che potrebbero impedire finanche la fruttificazione.
Ma perché sto condividendo questi pensieri? Perché stiamo tutti vivendo un tempo difficile nel quale si vanno diffondendo infezioni che possono danneggiare sia l’albero che il suo frutto. C’è bisogno che i contadini si uniscano tra loro e, insieme a bravi agronomi, inizino un’azione di prevenzione e protezione per debellare ogni possibile causa di infezione. Anche quest’anno la produzione di olio appare sottotono ma speriamo almeno in una buona qualità… non può accadere e non accadrà che le infezioni possano continuare a fare danni. Ci saranno certamente rimedi radicali che sapranno debellare ogni pericolo. Il contadino saprà agire per tempo e con le giuste azioni. Da che mondo è mondo il buon contadino ha sempre saputo trovare i rimedi opportuni e siamo sicuri che anche questa volta sarà così.
Buona raccolta a tutti.