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Le monetine d’oro arabe a Suio e la Battaglia del Garigliano 1109 anni fa

Era il giugno del 915, quando nella Piana del Garigliano fu combattuta quella che gli storici hanno chiamato la Battaglia del Garigliano. A fronteggiarsi furono truppe islamiche e una lega di potenze cristiane. Vi partecipò in qualche modo anche un papa. Su questa vicenda storica che Ferdinand Gregorivius definì nella sua celeberrissima “Storia di Roma nel Medioevo” come “la più gloriosa impresa nazionale degli Italiani nel X secolo” di recente (nel 2019) è stato pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Il Mulino un libro dello storico e archeologo Marco Di Branco dal titolo, appunto, “915. La Battaglia del Garigliano”.

“I nostri, incalzandoli senza sosta, li uccisero tutti; si salvarono solo pochissimi, di tanta moltitudine; e in tal modo, con l’aiuto e la misericordia di Dio, furono completamente eliminati da questa regione, nell’anno dell’Incarnazione del Signore 915, terza induzione, mese di agosto. Per tutto sia benedetto Dio”. Chronica Monasterii Cadinendis

Della tentata conquista islamica dell’Italia, che interessò tutto il corso del IX secolo, sappiamo davvero poco. Per fare luce su queste vicende, il libro prende le mosse dal racconto della grande battaglia avvenuta nel 915 non lontano dal fiume Garigliano, fra Lazio e Campania. Le truppe di una lega cristiana di Bizantini, Napoletani, Gaetani, Capuani e Amalfitani si scontrarono -sconfiggendoli- con i guerriglieri musulmani che trent’anni prima avevano fondato, su una collina prospicente il fiume, un importante insediamento militare. Sono poi ricostruite le tappe principali dell’espansione musulmana nell’Italia continentale, con un occhio attento ai profili biografici e alle rappresentazioni ideologiche dei suoi protagonisti, ai luoghi, ai complessi e inaspettati rapporti politico-diplomatici intercorsi fra occupanti ed élites locali.

È tempo di riscoprire certi eventi davvero importanti della nostra storia. Questo libro ne offre uno spaccato opportunamente documentato anche da una significativa bibliografia.

Nel libro viene tra l’altro ricordato anche il ritrovamento nel 1887, in località Sant’Antonio, a circa 10 km da Castelforte e alle falde del monte su cui sorge il borgo di Suio, di monete romane e “alcune monetine d’oro arabe”. Il luogo preciso è quello delle Terme Duratorre sorte accanto alle Antiche Terme Romane. L’occasione del ritrovamento fu l’inizio dei lavori di costruzione dello stabilimento termale durante lo scavo delle fondazioni. Ora il sito risulta inaccessibile e lasciato al suo più totale abbandono.

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